Raffaele La Scala

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Biagio Pelligra

Lasciato martedì 29 dicembre 2009 12:40 Mozilla/4.0 (compatible; MSIE 6.0; Windows NT 5.0; .NET CLR 1.1.4322; .NET CLR 2.0.50727; InfoPath.1)

Raffaele La Scala era una persona sincera y cariñosa, esta fue la primera impresión que me sentía.
Cuando
lo conocí en su casa de San León, en él, la satisfacción y el entusiasmo brillaba como un adolescente. No
niego que he estado muy satisfecho e impresionado por su sonrisa franca y serena.
Lamentablemente, en esa
reunión no se llevó a los demás, lo lamento. Creo que Raffaele La Scala de Milán fue el último de los
carreteros Maestro. A pesar de el futuro de dicho vehículo ya había marcado por la historia, continuó, con
pasión, divertirse talla jammuzzi, tummaredda, sbarruniedda, masciddara. Pero el carro, lo extraordinario de
las capacidades necesarias las manos de los maestros carreteros que había que construir!
Y el maestro
Raffaele La Scala fue uno de aquellos cuyas aptitudes le permitieron tallar, esculpir y ha transformado no
sólo las piezas de madera, sino también para dar forma y moldear el hierro. Las fotos que mantenía a su hijo
Marcello testigo de este extraordinario! arduo trabajo de los pacientes. Pieza por pieza todos los elementos
fueron procesados correctamente. Anclas y, finalmente, montados y atados por los tornillos y soportes de
hierro. Quell'artigianato Hoy en día, creo, debería volver a considerarse como "artefacto real"
histórica que el arte. También quiero destacar mi admiración a su hijo Marcelo, a la gratitud y el amor hacia
su padre.
Marcello ha hecho gran parte de su energía y su compromiso de que no todo estaba olvidado.


Biagio Pellligra
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Andrea camilleri

Lasciato lunedì 28 dicembre 2009 14:41 Mozilla/4.0 (compatible; MSIE 6.0; Windows NT 5.0; .NET CLR 1.1.4322; .NET CLR 2.0.50727; InfoPath.1)
Andrea Camilleri
En una tarde de verano mágico en Agrigento, tuve la suerte de escuchar el último gran
maestro Carradore - Raffaele La Scala - y los dos últimos carros habían maravilloso edificio. Aún mayor y fue
mi emoción cuando en San Leone pude admirar la habilidad de Rafael, mientras que talló otra.
Los gestos
dicen y espero que siga a decir la presencia viva de una tradición que, lamentablemente, 'van a
desaparecer. Me sentí emociones muy fuertes que todavía siguen siendo cada vez que pienso en ese día.
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Birgit und Christoph
Daisendorf
Lasciato giovedì 09 luglio 2009 15:04 Mozilla/4.0 (compatible; MSIE 6.0; Windows NT 5.1; GTB6; .NET CLR 1.1.4322)

Cari amici di Agrigento,

Dopo il ritorno del nostro viaggio in Sicilia scriviamo questa lettera per
ringraziare della vostra accoglienza cordiale nella vostra casa. Siamo arrivati da Lei senza avvertire ed
abbiamo avuto fortuna di trovare persone gentile che ci hanno trattati come vecchi amici.Non ci dimenticheremo
mai che dopoil buon caffè preparato dalla vostra figlia, Lei, signor Marcello La Scala in persona ci ha fatto
vedere i carretti famosi. E veramente stato un sogno per noi che più di un'ora e mezzo ci ha parlato ed
esplicato la storia di Raffaele La Scala, del carretto siciliano e delle sue diverse fasi di lavorazione.
La
bellezza dei carretti esposti, l'artigianato ed il suo valore culturale ci hanno profondamente
affascinati.
E stato anche un piacere grande per noi di conoscere anche la sua moglie e il Suo figlio nella
vostra bottega. Ed allora , i panini squisiti! Grazie anche del libro sui mestieri antichi, e dei due libretti
sull'attività di Suo padre carradore.

Insomma vogliamo dire ci ha fatto un piacere grandissimo! Ci
permettiamo di inviare un piccolo libro della regione dove abitiamo.
Il nostro paese si trova vicino a due
chilometri sopra Meersburg che è città gemellata di San Gimignano in Toscana.

Tanti Saluti a Voi tutti

Birgit e Christoph

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Cav. Gr.Cr. avv. GAETANO ALLOTTA Ispettore Onorario dell'Assessorato ai Beni Culturali e Ambientali
Agrigento
Lasciato martedì 07 luglio 2009 09:57 Mozilla/4.0 (compatible; MSIE 6.0; Windows NT 5.1; GTB6; .NET CLR 1.1.4322)
Agrigento 05 luglio 2009
Pre.mo Sig. Marcello La Scala

Ho seguito per molti anni l'attività
professionale artigianale di Suo Padre, il compianto Maestro Carradore Raffaele La Scala, che ho tra l'altro,
citato in un mio libro. ho apprezzato l'opera che è stata compiuta, di memoria storica della tradizione
siciliana, di operatore culturale e di artista raffinato.

Poichè ho appreso della Sua proposta della
istituzione di un museo, dedicato al carretto, manifesto tutta la mia solidarietà, riconoscendo che questa
iniziativa darebbe un giusto riconoscimento ad una Eredità immateriale, che rappresenta il nostro patrimonio,
da salvaguardare.

Mi auguro che al più presto possa essere realizzato questo museo, che potrà costituire
non soltanto un polo di carattere culturale, ma anche un richiamo dal punto di vista turistico.
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Tele Video Agrigento

Lasciato venerdì 26 giugno 2009 05:02 Mozilla/4.0 (compatible; MSIE 6.0; Windows NT 5.1; GTB6; .NET CLR 1.1.4322)

Ha trasferito ad Agrigento, dalla sua Comiso, nel ragusano, dove da quelle parti è forte la tradizione,
l’arte del carretto. Raffaele La Scala è stato un vero maestro carradore, un autentico interprete di questa
bellissima forma di artigianato, un mestiere che ormai va scomparendo. Le sue sono state davvero delle opere
d’arte che meritano di essere conservate, valorizzate, ma soprattutto mostrate. Da anni il figlio Marcello si
batte per la creazione di un museo del carradore, ove ospitare i carretti del padre e non solo. Un mestiere,
un’arte, dicevamo, che, secondo i maestri antichi, richiedeva almeno 20 anni di apprendimento. L’artigianato
infatti doveva conoscere i vari legnami, saper valutare la stagionatura, intendersi di metallurgia, di
saldatura e soprattutto di decorazione pittorica. E questo è stato appunto Raffaele La Scala al quale
Agrigento, a pochi anni dalla morte, ha voluto rendere omaggio con un Viaggio nella Memoria che è stato un
vero e proprio tuffo verso un passato che ormai non c’è più e che difficilmente tornerà. Lo spettacolo, andato
in scena al teatro "Pirandello" e presentato dalla nostra Giusy Schillaci, ha ripercorso, tra
musica, danza e recitazione, la vita e l'attività di Raffaele La Scala, a partire dalla sua infanzia
trascorsa a Comiso per proseguire con la decisione, ancora giovane, assieme alla moglie, di trasferirsi ad
Agrigento, portando con se l’esperienza lavorativa acquisita negli anni nei laboratori dove si costruivano i
carretti che lo ha portato a realizzare diversi esemplari per i carrettieri di Agrigento. Un omaggio
nell’omaggio, quello di Daniele La Scala, maestra di ballo molto apprezzata, nipote di Raffaele La Scala che
ha voluto dedicare al nonno la manifestazione, con belle e suggestive musiche e danze che hanno accompagnato
lo spettacolo. Un’occasione anche per ricordare l'attore recentemente scomparso Pippo Montalbano, che
avrebbe dovuto essere la voce narrante dello spettacolo.
Wink
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Rita

Lasciato martedì 28 aprile 2009 05:08 Mozilla/4.0 (compatible; MSIE 6.0; Windows NT 5.1; GTB6; .NET CLR 1.1.4322)

Un collezione che ricorda civiltà e tradizioni passate.Grazie.
Rita

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Maurizio Bonomo

Lasciato lunedì 06 aprile 2009 08:53 Mozilla/4.0 (compatible; MSIE 6.0; Windows NT 5.1; GTB5; .NET CLR 1.1.4322)

On several occasions I had the opportunity to be involved in the Sicilian carts ("carretti"Wink
made by La Scala family, but I think that today more than ever, it's important to underline the work
produced by Master Raffaele.
The history drawn on his carts helps to be aware of one's cultural and
historical roots.
This awareness, together with a thorough search concerning the Cartwright's trade can
stimulate to find the identity of the whole community.
The cart, with its oozing with culture boards, with
its telling history colours, becomes the place where it's possible to meet the marks of a lost local
identity, the place that reflects the community experiences.
Our past is the wealth for the future; a
community that doesn't capitalize his history can't have a real future.
Let me quote Winston
Churchill: "the further backward you look, the further forward you can see". I want to mean that our
cultural roots represent an indispensable value and I'll always struggle to defend and promote them.


Maurizio Bonomo
Capo Segreteria Ufficio Del Questore del Senato della Repubblica
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Benedetto Adragna

Lasciato lunedì 06 aprile 2009 08:48 Mozilla/4.0 (compatible; MSIE 6.0; Windows NT 5.1; GTB5; .NET CLR 1.1.4322)



The Sicilian cart marked, in the past, the rural world, was a very important tool for the
economic development of our country, today represents a real symbol of Sicily and its history.

The
present deep identity crisis that, unfortunately, our society is knowing, is the result of the lost of the
memory of our past. Today, more than never, we need to rediscover our old roots in the past.
It's for
this reason that I'm very glad for having the opportunity to bring my contribution to this important
event organised by La Scala family to celebrate the 3rd anniversary of the death of the late lamented Master
Raffaele.
I met Master Raffaele, and I can tell that I had the opportunity to meet a simple and wise man, a
steeped in a real hard work person, a real example of dignity and vigour. The man I met is the paradigm of the
positive little known Sicilian culture, that we must release for fighting against the negative ideas about our
country.
I feel very honoured to deliver to La Scala family a posthumous tribute from the President of the
Senate of the Italian Republic.

Sen. Benedetto Adragna
Questore del Senato della Repubblica.
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Biagio Pelligra

Lasciato lunedì 06 aprile 2009 08:45 Mozilla/4.0 (compatible; MSIE 6.0; Windows NT 5.1; GTB5; .NET CLR 1.1.4322)

Biagio Pelligra (actor)

Raffaele La Scala was a sincere, loving person; this was my first impression
of him. When I first met him at his house in San Leone, his happiness and joy shined like an adolescent. I
won’t hide that I was also hit by his calm, frank smile. Unfortunately that was the only encounter we had and
for that I regret it.
I believe that Raffaele La Scala was the last of the master carters. Even though the
future of the cart was already decided by history, he continued passionately to carve jammuzzi, tummaredda,
sbarruniedda and masciddara. Think of the exceptional talent it took for those master cart craftsman to build
those carts. The Great Raffaele La Scala was one of these masters, his ability consisted of carving,
sculpting, and transforming not only pieces of wood but also forging and working with pieces of iron.
The
photos that we have from his son Marcello testify this exceptional work. What patience of a painstaking job!
Piece by piece, each element was properly worked on, then fitted and assembled together with iron bolts and
brackets. Today I believe that those craftsman should be reconsidered as someone who made true, handmade art
not historical figures. I also want to give all my admiration to Marcello for the gratitude and love shown
towards his father. He has spent a lot of his energy and commitment so all this would not be forgotten.
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gaetano Savatteri

Lasciato lunedì 06 aprile 2009 08:44 Mozilla/4.0 (compatible; MSIE 6.0; Windows NT 5.1; GTB5; .NET CLR 1.1.4322)

Gaetano Savatteri

(journalist for TG5)
MEDIASET

This is a story of
love. A love that nourishes itself from little things. This is a story of love made of little things old,
repeated, handed down, redone, and refound. It’s a story of a father and a son. We know, sooner or later, we
will see in the mirror the face of our father. with some it happens by chance, for others it happens
consciously.
I never knew Raffaele La Scala. When I went to Agrigento to see his carts, the master craftsman
was no where to be found. Only his works inlays, the engraved wood and steel forged, worked with fire and the
strength of the human arm, remained. But in the eyes and gestures of Marcello, I found His father.
You can
see in his eyes the desire to not lose a father hood, and the enthusiasm to want to renew it. And basically
this is the secret of immortality: a gesture that repeats, an art that perpetuates, until someone takes
responsibility for their own father, in a cycle of time that keeps repeating like the cart’s old wheels
covered with an iron.
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Ettore Bassi

Lasciato lunedì 06 aprile 2009 08:39 Mozilla/4.0 (compatible; MSIE 6.0; Windows NT 5.1; GTB5; .NET CLR 1.1.4322)

Ettore Bassi (actor)

I’ve never met the great La Scala, but I’m a witness of the profound trace
that he left behind, in his art, through the emotion and devotion that you can see in the eyes and words of
his son Marcello, a reliable friend, every time he thinks about him.
The works of art that he left are normal
continuations of that emotion that will live in the eyes of everyone that loves the mystery and seductive and
seductive beauty of talent.
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Andrea cammilleri

Lasciato lunedì 06 aprile 2009 08:38 Mozilla/4.0 (compatible; MSIE 6.0; Windows NT 5.1; GTB5; .NET CLR 1.1.4322)


Andrea Camilleri (writer)

One amazing summer afternoon in Agrigento I had the
opportunity to see the last master cart craftsman, Raffaele La Scala, and his last two marvellous carts that
he had built.
Even bigger was my surprise when, in San Leone, I was able to admire Raffaele’s skill when he
crafted another.
His gestures tell, and I hope continue to tell, the living presence of a tradition that
unfortunately is destined to disappear. I felt a strong emotion that I continue, to feel this day, whenever I
think about that day.
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marcello la scala
agrigento
Lasciato lunedì 06 aprile 2009 08:34 Mozilla/4.0 (compatible; MSIE 6.0; Windows NT 5.1; GTB5; .NET CLR 1.1.4322)

Agrigento 06/04/2009

“A Cart craftsman that woks in his shop”: this in our days, can be an
image on a postcard or in a scene of an old black and white film. This is because the figure of a cart maker
has lost its importance over time to the point of disappearing completely. In fact, the carts have already
been replaced by Lambrettes, small vans, and trucks, becoming an antique or as the poet from Favara, Giuseppe
Casà, says in “U carrettu”: “Ora cangiaru i tempi e lu carrettu/ resta a l’agnuni e si fa mpurriri,/pari
carogna mmezzu a li liuna, /ca un serbi a nenti e nuddru lu talìa,...”
The carters worked for traders or
builders and sometimes, but rarely, they were self-employed. Either they were paid for every assignment they
did or less frequent but more convenient they were paid “a iurnata”. Almost everyone that worked as a carter
was either illiterate or only received a few years of education, since, according to what my grandfather told
me, they started working when they were young.
Raffaele La Scala ran a general store whit his wife, but at
the same time to earn more money, he continued to work as a cart maker.
The great Raffaele La Scala was born
January 2, 1924 in Comiso, the province of Ragusa. He spent his youth in this town of Comiso, when he turned 5
years old he started to provide for the needs of his family, alternating between school and work. This only
lasted for a little while, once he finished Elementary School he dedicated all his time for his career.
For 7
years he received instruction from some of the best cart craftsman teacher from the school of Comiso. At the
age of 16 he knew it was time to open his store and so he did the opened a store in Grammichele, 30 kilometres
from Ragusa, where he mainly worked on the maintenance of carts and every once in a white on the construction
of carts “ex novo”. Later, after having been called to serve in the army, he had to stop whit his work and go
to Cassino.
Shortly after arriving he was dismissed because he had to provide for his family, being the only
child and having lost his father. He returned just in time, to Comiso, when his work on the carts began to
take off. He received many work orders for the construction of new carts and for the restoration of various
pieces that had deteriorated over time.
Some citizens of Agrigento saw the master work and were fascinated,
they proposed to him that he should move to Agrigento where his work would triple in size. For more then
twenty years he worked in Agrigento where, with great effort and humility, he built several new carts,
alternating between that and the maintenance of carts that were already built.
Thanks to motorization and the
development of the first ape, the work of being a cart craftsman began to slow down until the point after a
couple years, that there was no more need for cart makers and those who worked as cart craftsman were forced
to change occupations.
Raffaele La Scala’s collection started after a couple years of inactivity, once he
understood that the tools and the wood, that from the beginning of his child he used with such passion and
love, were essential for him.
His collection today showcases five carts that portray these famous pieces of
history, that our ancestors lived with and wrote in books about they are constructed by hand with such
technique that only the person who is fortunate enough to see them can fully understand. The carts of the
great La Scala have been appreciated everywhere. His collection is even more enriched with three other smaller
carts and a carriage that is the only one of its kind which surely is of great value for its craftsmanship. To
finish off his collection, he included various parts of a cart together with all the tools used for its
construction.
The objective of his son Marcello, in the memory of his father Raffaele, is to make it so his
father’s sacrifices, and hard work that he did for years even though the difficulties, don’t go unseen. Also,
that he can honour all the other artisans that are the last witnesses of this now extinct art, due to the on
going evolution of technology.
It truly is incredible to realize how the world changes, the strangest thing,
is when an elderly man with a nostalgia of the past invites you to stop and reflect. We always adapt to new
things that don’t belong to us without realizing it, letting ourselves forget about our roots, right in front
of our eyes, without having the strength, or maybe the courage, to grasp on to them and keep them always with
us, so in the time ahead our next generation can remember those that allowed us to enjoy the things that we
have, thanks to their efforts and hard work.
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about.com

Lasciato martedì 31 marzo 2009 06:18 Mozilla/4.0 (compatible; MSIE 6.0; Windows NT 5.1; GTB5; .NET CLR 1.1.4322)
Commento
Dal sito about. com

Here is the typical brake on one of Raffaele La Scala's Sicilian
carts. What's tricky about this whole process is getting the iron rim on the wooden wheel. The wheel is
made of a dozen sections. They are held together by the ring, which is assembled onto the wheel by heating the
iron for many hours in a fire, then attaching it to the wheel. This is a three person--or in the case of the
La Scala family--a three generation operation. While two men get the rim around the wheel aligned, a third
runs around pouring water on the whole assembly; the wheel bursts into fire immediately on contact with the
red-hot iron. It is this cooling-off process that slowly shrinks the iron onto the outside of the wheel.
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Deborah Annolino AgrigentoFlash

Lasciato martedì 24 marzo 2009 07:57 Mozilla/4.0 (compatible; MSIE 6.0; Windows NT 5.1; GTB5; .NET CLR 1.1.4322)

Al Pirandello serata "rievocativa" in onore del maestro La Scala
- Agrigento — 13 Marzo 2009


Alla famigliia dell’ultimo maestro carradore agrigentino, Raffaele La Scala verrà assegnato domani alle
20,30 al teatro Pirandello un riconoscimento prestigioso. L'iniziativa è stata fortemente voluta dal
questore del Senato della Repubblica, l'agrigentino Benedetto Adragna, che assieme al figlio del maestro
carradore, Marcello La Scala, ha illustrato questa mattina i dettagli di una serata rievocativa, finalizzata a
tracciare il percorso biografico e artistico del grande artigiano. L’iniziativa “Un viaggio nella memoria, la
vita del maestro tra musica e danza” è tesa alla valorizzazione della figura di un intramontabile maestro, le
cui mani ci hanno lasciato indelebili tracce di storia e cultura.

La mostra di alcuni carretti siciliani
all'ingresso del teatro, rientra proprio nel progetto di diffusione dell'artigianato, affinchè venga
tramandato alle giovani generazioni, ignare del passato e delle sue tradizioni.

Deborah Annolino
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redazione Infoagrigento.it

Lasciato martedì 24 marzo 2009 07:33 Mozilla/4.0 (compatible; MSIE 6.0; Windows NT 5.1; GTB5; .NET CLR 1.1.4322)

Nella splendida cornice del foyer del Teatro Pirandello di Agrigento, conferenza stampa per un evento di
particolare spessore per il capoluogo. La presentazione dell'esposizione in atto dei carretti siciliani
forgiati dalle sapienti mani del Maestro carradore Raffaele La Scala e, più in generale della manifestazione
in suo ricordo, che culminerà nello spettacolo di domani sera al Pirandello "Un Viaggio nella memoria -
la vita del maestro tra musica e danza", sostenuta dal Senato della Repubblica e dal Comune di Agrigento.
Presenti tra gli altri il sindaco di Agrigento, Marco Zambuto, il Senatore del PD Benedetto Adragna,
l'assessore comunale Franco Iacono e il figlio del maestro, Marcello La Scala.

Il sindaco Zambuto si
è detto orgoglioso dell'iniziativa, sostenendo tra l'altro che si tratta "della memoria di una
città nei confronti di uno dei suoi figli che con amore e passione ha servito Agrigento".


"L'arte di La Scala simbolo dell'immenso valore dell'artigianato siciliano" ha
affermato il senatore Adragna che ha aggiunto che, grazie ad una sinergia sviluppata con il figlio di un
artigiano veneziano di primissimo ordine a breve le opere del maestro potrebbero essere esposte alla Biennale
di Venezia.

Intervenuto anche Marcello La Scala, figlio del maestro, che ha curato personalmente la
realizzazione dell'evento: "Dalle passioni di mio padre, musica e ballo, si è voluto raccontarne la
storia", ha asserito con orgoglio nel corso della conferenza stampa, rivolgendo un pensiero particolare
all'artista Pippo Montalbano che, recentemente scomparso, avrebbe dovuto prendere parte alla serata di
sabato e al piccolo Stefano Lattuca.

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redazione di Agrigentonotizie

Lasciato martedì 24 marzo 2009 07:24 Mozilla/4.0 (compatible; MSIE 6.0; Windows NT 5.1; GTB5; .NET CLR 1.1.4322)

Un viaggio nella memoria
Omaggio a Raffaele La Scala
Alcuni momenti dello spettacolo Si intitola
"Un viaggio nella memoria", lo spettacolo andato in scena ieri sera al Teatro "Pirandello"
di Agrigento che rende omaggio alla memoria del maestro carradore Raffale La Scala.
L'iniziativa,
patrocinata dal Senato della Repubblica, tra musica, danza e recitazione ha ripercorso la storia e
l'attività di La Scala, nell'intento di trasferire alle future generazioni, presenti simbolicamente
sul palco come ascoltatori della storia del carradore, i valori di questo antico mestiere.
Nel corso dello
spettacolo sono anche stati proiettati alcuni video inediti e alcune poesie recitate in siciliano sul
carretto.

Lo spettacolo ha ripercorso la vita vissuta da Raffaele La Scala, iniziando dai suoi primi anni
di vita nella sua Comiso, passando nel periodo in cui, molto giovane, decise di trasferirsi con la moglie ad
Agrigento portando con se l’esperienza lavorativa acquisita negli anni nei laboratori dove si costruivano i
carretti che lo ha portato a realizzare diversi esemplari per i carrettieri della città dei templi.
Molto
belle e suggestive le musiche che hanno accompagnato lo spettacolo.

Del resto non poteva essere altrimenti
considerati gli elementi che componevano il gruppo musicale formato per questa occasione; stiamo parlando
naturalmente di musicisti agrigentini che già in diverse occasioni con le loro esibizioni hanno avuto modo di
incantare il pubblico: Angelo Sanfilippo alla fisarmonica, Peppe Cammarata alla chitarra, Mario Vasile alle
percussioni,Simone Modica al contrabbasso, Sergio Calì alla batteria e Ninni Provenzani con la sua splendida
voce.

"E' da tanto che lavoriamo a questa manifestazione e attraverso la danza e la musica, che
erano le altre due passioni di mio padre oltre al lavoro raccontiamo tutta la vita del maestro La Scala - ha
dichiarato Marcello La Scala, figlio del carradore -. Questo racconto, che è il centro dello spettacolo lo
rivolgiamo a dei bambini perchè il messaggio che deve arrivare alle nuove generazioni è che non bisogna
dimenticare le tradizioni. Tutti questi mestieri non sono una 'palla al piede', ma devono finalmente
essere considerati una risorsa".

Involontariamente lo spettacolo è stato anche una occasione per
ricordare l'attore Pippo Montalbano, da poco scomparso, che avrebbe dovuto recitare nel ruolo del
narratore.

"Siamo molto orgogliosi del fatto - continua Marcello La Scala - che Pippo Montalbano
avesse accolto in pieno il nostro progetto. Ricordo quando dopo avere letto il copione aveva sostenuto con
entusiasmo il progetto, dicendo che non poteva non recitare nel ruolo del narratore perchè aveva conosciuto
mio padre".
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Redazione di Agrigento web

Lasciato martedì 24 marzo 2009 06:28 Mozilla/4.0 (compatible; MSIE 6.0; Windows NT 5.1; GTB5; .NET CLR 1.1.4322)

Venerdì 13 marzo, alle 10,00 presso il foyer del teatro “Pirandello” il sindaco Marco Zambuto, insieme ai
familiari del maestro carradore Raffaele La Scala, presenterà l’iniziativa, patrocinata dal Comune, denominata
“Un viaggio nella memoria”.
L’iniziativa vuole rappresentare, attraverso uno spettacolo teatrale tra musica
e danza, che avrà luogo sabato 14 marzo, ad ingresso gratuito, al teatro “Pirandello”, con inizio alle ore
20.30, l’attività del maestro e un riconoscimento alla sua memoria.
L’attività di carradore del maestro La
Scala è infatti iscritta nel registro delle eredità immateriali e riconosciuta dall’Assessorato regionale per
i beni culturali.
All’iniziativa sarà presente una delegazione del comune di Comiso, città natale del
maestro.



“Di solito dopo la morte di un artista, trascorre molto tempo prima che le sue opere
diventino oggetto di attenzione da parte delle istituzioni – ci dice Marcello La Scala, figlio del maestro -
ma oggi, per smentire quando detto prima e per affermare che a queste regole per fortuna ci sono delle
eccezioni, oggi, per il terzo anniversario della sua morte arriva un altro ambito riconoscimento da parte del
Presidente del Senato.

Spero tanto che sabato 14 marzo possa dividere con tutti Voi lettori di “ AGRIGENTO
WEB” il mio orgoglio per l’ambito riconoscimento”

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Martha Bakerjian ABOUT.COM

Lasciato lunedì 09 marzo 2009 05:17 Mozilla/4.0 (compatible; MSIE 6.0; Windows NT 5.1; GTB5; .NET CLR 1.1.4322)

Raffaele La Scala, master Sicilian cart maker, will be remembered through an evening of music and dance
March 14 at Pirandello Theater in Agrigento, Sicily. Raffaele made Sicilian carts in the traditional manner,
an art form that's now almost gone. His son and grandson, who assisted him in making carts, maintain his
cart collection at their Agrigento home and workshop.
Carts pulled by donkeys or horses were once the method
of transportation in Sicily. Each cart is individually designed with carvings or paintings and can be very
detailed. Last spring we had the pleasure of viewing the famous carts of Raffaele La Scala. You can see photos
of his carts in our Sicilian Cart Pictures.
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Martha Bakerjian

Lasciato mercoledì 25 febbraio 2009 06:28 Mozilla/4.0 (compatible; MSIE 6.0; Windows NT 5.1; GTB5; .NET CLR 1.1.4322)

Martha Bakerjian (journalist for about.com by New Times)

We were honoured to have had the opportunity
to see Raffaele La Scala’s famous, Sicilian carts that he built in Agrigento. This collection includes carts
both big and small all with elaborate decorations. The painting, carvings of wood, and the worked iron are all
exceptional art done by the master cart craftsman. The illustrations painted on the carts are of all the
important historical events that happened in Sicily. These illustrations were originally used to keep alive
all the memories that were the main local historical events for those that didn’t know how to read.
The
Sicilian carts were traditionally pulled by donkeys, and were usually used for hard work on rough terrain. The
carts could also be pulled by horses. Sometimes these carts were used also for wedding and holidays.
We would
like to thank Marcello La Scala for letting us see and take pictures of the carts built by his father, that
Marcello, along with his son, maintain and conserve in a shop in Agrigento, Sicily. Marcello is continually
trying to get a museum for these carts, but the government, up until new, has denied his request. What a
shame!
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Biagio Pelligra

Lasciato mercoledì 25 febbraio 2009 06:25 Mozilla/4.0 (compatible; MSIE 6.0; Windows NT 5.1; GTB5; .NET CLR 1.1.4322)

Biagio Pelligra (actor)

Raffaele La Scala was a sincere, loving person; this was my first
impression of him. When I first met him at his house in San Leone, his happiness and joy shined like an
adolescent. I won’t hide that I was also hit by his calm, frank smile. Unfortunately that was the only
encounter we had and for that I regret it.
I believe that Raffaele La Scala was the last of the master
carters. Even though the future of the cart was already decided by history, he continued passionately to carve
jammuzzi, tummaredda, sbarruniedda and masciddara. Think of the exceptional talent it took for those master
cart craftsman to build those carts. The Great Raffaele La Scala was one of these masters, his ability
consisted of carving, sculpting, and transforming not only pieces of wood but also forging and working with
pieces of iron.
The photos that we have from his son Marcello testify this exceptional work. What patience of
a painstaking job! Piece by piece, each element was properly worked on, then fitted and assembled together
with iron bolts and brackets. Today I believe that those craftsman should be reconsidered as someone who made
true, handmade art not historical figures. I also want to give all my admiration to Marcello for the gratitude
and love shown towards his father. He has spent a lot of his energy and commitment so all this would not be
forgotten.
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Gaetano Savatteri

Lasciato mercoledì 25 febbraio 2009 06:23 Mozilla/4.0 (compatible; MSIE 6.0; Windows NT 5.1; GTB5; .NET CLR 1.1.4322)

Gaetano Savatteri (journalist for TG5)

This is a story of love. A love that nourishes itself
from little things. This is a story of love made of little things old, repeated, handed down, redone, and
refound. It’s a story of a father and a son. We know, sooner or later, we will see in the mirror the face of
our father. with some it happens by chance, for others it happens consciously.
I never knew Raffaele La
Scala. When I went to Agrigento to see his carts, the master craftsman was no where to be found. Only his
works inlays, the engraved wood and steel forged, worked with fire and the strength of the human arm,
remained. But in the eyes and gestures of Marcello, I found His father.
You can see in his eyes the desire to
not lose a father hood, and the enthusiasm to want to renew it. And basically this is the secret of
immortality: a gesture that repeats, an art that perpetuates, until someone takes responsibility for their own
father, in a cycle of time that keeps repeating like the cart’s old wheels covered with an iron.
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Ettore Bassi

Lasciato mercoledì 25 febbraio 2009 06:20 Mozilla/4.0 (compatible; MSIE 6.0; Windows NT 5.1; GTB5; .NET CLR 1.1.4322)

Ettore Bassi (actor)

I’ve never met the great La Scala, but I’m a witness of the profound trace that
he left behind, in his art, through the emotion and devotion that you can see in the eyes and words of his son
Marcello, a reliable friend, every time he thinks about him.
The works of art that he left are normal
continuations of that emotion that will live in the eyes of everyone that loves the mystery and seductive and
seductive beauty of talent.
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Andrea Camilleri

Lasciato mercoledì 25 febbraio 2009 06:19 Mozilla/4.0 (compatible; MSIE 6.0; Windows NT 5.1; GTB5; .NET CLR 1.1.4322)

Andrea Camilleri (writer)

One amazing summer afternoon in Agrigento I had the opportunity to see the
last master cart craftsman, Raffaele La Scala, and his last two marvellous carts that he had built.
Even
bigger was my surprise when, in San Leone, I was able to admire Raffaele’s skill when he crafted another.
His
gestures tell, and I hope continue to tell, the living presence of a tradition that unfortunately is destined
to disappear. I felt a strong emotion that I continue, to feel this day, whenever I think about that day.
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consorzio Valle dei Templi

Lasciato sabato 14 febbraio 2009 11:14 Mozilla/4.0 (compatible; MSIE 6.0; Windows NT 5.1; GTB5; .NET CLR 1.1.4322)


ASSOCIAZIONE CULTURALE
"LA SARACENA"

L'associazione nasce per valorizzare e
promuovere l'opera dell'ultimo maestro Carradore, Raffaele La Scala. Cinque incantevoli carretti
siciliani, tre deliziosi carrettini e una carrozza, unica per rifiniture e sculture, è l'eredità che
l'ultimo maestro Carradore lascia, assieme ai propri attrezzi di lavoro, al figlio Marcello. Marcello la
Scala presidente dell'associazione, oggi custodisce e diffonde non solo la bellezza di questa eredità, ma
anche gli ideali che la sottendono: i valori di chi ha imparato a farsi strada nella vita con umiltà e con il
proprio ingegno. L'attività di Carradore di Raffaele La Scala è iscritta nel R.E.I. (Registro Eredità
Immateriali - Intangible Cultural Heritage) della Reg. Siciliana, Ass. BB.CC.AA.- Dip. BB.CC.AA. ed E.P.-
Servizio Tutela ed Acquisizioni - U.O. XXVIII-Patrimonio UNESCO.

info@raffaelelascala.it

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Joseph Morici

Lasciato venerdì 13 febbraio 2009 07:12 Mozilla/4.0 (compatible; MSIE 6.0; Windows NT 5.1; GTB5; .NET CLR 1.1.4322)
NOTTE BIANCA IN AGRIGENTO

Nel suggestivo scenario dell'androne del Teatro Pirandello, di sobrio
stile barocco , sotto le colonne illuminate dalle gialle luci dei lampioni, sono stati armonicamente esposti i
lavori di otto artisti agrigentini che hanno fatto da cornice ad alcuni carretti siciliani realizzati con
accurata ricerca dei particolari dallo scomparso maestro carridore Raffaele La Scala, ultimi esemplari di una
tradizione artigianale unica nel suo genere.
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Marcello La Scala
Agrigento
Lasciato martedì 10 febbraio 2009 08:04 Guarda i messaggi Mozilla/4.0 (compatible; MSIE 6.0; Windows NT 5.1; GTB5; .NET CLR 1.1.4322)

Marcello La Scala
Via, Quadrivio Spina Santa n3
Agrigento 05/02/2009

Al ministro Renato Brunetta




In questi giorni si è consumata l’ennesima aggressione da parte di un ente pubblico qual’è il “
Parco Archeologico di Agrigento“ nei confronti di un sito agricolo che si trova all’interno del suddetto
parco.
Il sito in oggetto è la vecchia” Casa Barbadoro”,(foto allegata) dove, fino a trenta anni fa, il
signor Barbadoro, un bracciante agricolo, teneva in questa bellissima “roba” i carretti, il mulo, gli attrezzi
da lavoro e tutto quello che di solito si trovava in una casa di campagna.
Pensi, che ancora nella parte
posteriore sotto una bellissima “appinnata”vi è la mangiatoia con gli anelli in ferro ancora murati, dove
legavano un mulo o un asino a seconda del carretto che vi era “ricoverato”.
Francamente io, oggi, a quegli
stessi anelli, legherei le persone responsabili o per meglio dire irresponsabili, che neanche animali posso
chiamare, e darei loro da mangiare non il fieno né l’avena di una volta, genuini perchè coltivati in terreni
non avvelenati da fertilizzanti nocivi, ma anzi per l’occasione li andrei a coltivare accanto al petrolchimico
di Gela per far gustar loro, sia il fieno che l’avena “ossigenati” al punto giusto.
Ritornando al discorso
iniziale, e quindi al motivo dell’ennesima aggressione consumata, Le spiego il motivo:
- da più di quattro
anni che chiedo al Parco di concedere tale sito, fino ad oggi non sfruttato, affinché si possa realizzare una
casa museo, ricostruendo proprio in quel contesto uno scorcio di vita degli anni cinquanta, in modo che il
turista-viaggiatore possa emozionarsi rivivendo il passato grazie ai costumi, ai colori, ai profumi della
vecchia bottega del carradore (con tutti gli attrezzi di lavoro di una volta già catalogati dalla
soprintendenza ai beni culturali di Agrigento) con i carretti (collezione La Scala)“spaiati“ messi accanto
alla mangiatoia con tutto ciò che possa valorizzare e far apprezzare un pezzo della nostra storia, della
nostra cultura e della nostra arte.
Pensi un po’, quasi mi vergogno nel dirLe ciò che l’ente parco vuole
realizzare in questa vecchia casa agricola, ma sono costretto a farlo perché non posso tenere dentro di me la
consapevolezza di una decisione così scandalosa presa da parte di un ente che dovrebbe tutelare i nostri
patrimoni artistici, le nostre tradizioni e tutto ciò che ha dato un imponente contributo per la costruzione
del nostro presente.
Hanno deciso di non prendere in considerazione il mio progetto bensì di realizzare un
bar per rifocillare i turisti con panini, bibite e caffè.
E’ da una settimana, e cioè dal momento in cui
l’ente parco ha reso pubblica questa decisione, che moralmente mi sento distrutto, e, spinto dalla mia
famiglia, ho deciso di non mollare ma di andare all’attacco, anche se mi rendo conto che è duro lottare con
persone che non sono innamorate della loro terra, e ancor di più, incapaci nel gestire un territorio
sfruttando tutte le potenzialità e le risorse che lo stesso ci offre.
Considero un disumano tentativo,
quello di far trovare ai turisti panini con il salame o con la mortadella in un luogo incantevole come “Casa
Barbadoro”; sminuire poi il lavoro di uno degli ultimi maestri carradori di fine ‘900 come mio padre al posto
di una fetta di salame o di mortadella credo che umili non solo l’ente parco ma anche noi tutti
agrigentini.
Credo ancor di più al fatto che i turisti, al panino, preferiscano vedere un pezzo di storia
della nostra terra in tutta la sua sicilianità.
La cosa scandalosa è l’indifferenza della politica locale
e regionale dinnanzi a decisioni scellerate che non stanno nè in cielo nè in terra, e questo mi fa molto male
perché mi rendo conto che le generazioni future non avranno nessuna possibilità di riscatto se non si cambia
radicalmente atteggiamento nei confronti di queste persone attaccate soltanto alle poltrone ma soprattutto
senza dignità.
In conclusione Le sarei molto grato se questo caso possa essere attenzionato dal suo
Ministero in modo da porre fine qui ad Agrigento la gestione della cosa pubblica. Non sappiamo che cos’è
l’acqua ogni giorno, dal dizionario italiano che Zanichelli fa arrivare nella nostra provincia non vi è
traccia della parola “infrastrutture”, però nelle pagine bianche vi è il numero tele
fonico dell’aeroporto di
Agrigento che non c’è. Non vorrei prolungarmi, spero che si renda conto della nostra realtà e se
naturalmente ritiene opportuno, darmi una mano affinché possa tenere la schiena dritta e mortificare
l’operato di questa gentaglia .
Mi scuso se questa lettera non ha un decoro degno di un Persona come Lei, ma
Le assicuro che è stata scritta con il cuore ma soprattutto con tanta rabbia.
RingraziandoLa per avermi
dedicato qualche minuto, Le invio i miei sinceri Saluti a Lei e a tutte le persone che Le sono vicine.

La
Prego Signor Ministro ascolti un cittadino che ancora, forse per poco crede alle Istituzioni.
** ** ( info 360 398231)


L’indignato
Marcello La Scala
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Mimmo Catuara

Lasciato martedì 10 febbraio 2009 07:56 Mozilla/4.0 (compatible; MSIE 6.0; Windows NT 5.1; GTB5; .NET CLR 1.1.4322)
La segreteria generale della Cisl di Agrigento, esprime il proprio sostegno alla presa di posizione
dell'imprenditore Marcello La Scala, figlio di Raffaele, uno dei più antichi maestri carradori, circa le
scelte operate dall'Ente Parco Valle dei templi sulla futura destinazione di Casa Barbadoro che prevede
strutture di accoglienza e di ristoro.

"Riteniamo sia giusto riflettere - dice il segretario generale
Mimmo Catuara - sull'opportunità o meno di creare all'interno della Valle l'ennesimo bar o
l'ennesimo punto di accoglienza e non preoccuparsi di offrire al turista altro, spazi culturali dove si
possa ripercorrere la storia degli artigiani siciliani delle loro creazioni un vero e proprio museo
etno-andropologico. Auspichiamo - conclude Catuara - che l'Ente Parco possa rivedere le proprie scelte e
tenere conto anche di proposte che arrivano da più parti".

segretario generale CISL di Agrigento

Mimmo Catuara
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marcello la scala
agrigento
Lasciato martedì 27 gennaio 2009 08:34 Guarda i messaggi Mozilla/4.0 (compatible; MSIE 6.0; Windows NT 5.1; GTB5; .NET CLR 1.1.4322)
L'INDIGNAZIONE DI MARCELLO
LA SCALA

Finalmente qualche giorno fa, dopo anni di inquietanti silenzi,
mezze parole, è uscito fuori allo scoperto il disegno dell’Ente Parco sul sito “Casa Barbadoro”.


Non
sono servite a nulla decine di lettere, continue richieste per capire quale progetto doveva concretizzarsi in
quel sito, ma in maniera come al solito “sibillina” il direttore Meli, tramite il giornale “La Sicilia”
comunica, lasciando tutti a bocca aperta, che realizzerà a Casa Barbadoro “qualcosa di molto gradevole e utile
ai visitatori”, “un punto di accoglienza di pregio”.

Non capisco come mai, Meli, operi come se si trattasse
di un iniziativa privata, personale, perché non dice chiaramente e ufficialmente qual’è la destinazione, un
bar, un ristorante, un ostello o cosa ancora.

Sarebbe bello potere capire qual’è la strategia dell’Ente
Parco che forse non ha strategia, vuole far cassa con bibite e panini e abdicare al ruolo di promotore
culturale? Vuole fare concorrenza ai bar esistenti a pochi metri? Bar Promenade, Bar Ristoro, Bar dei servizi
aggiuntivi e la struttura che sta nascendo vicino la clinica S.Anna che dovrebbe essere proprio una sorta di
centro di accoglienza, senza contare “le Stoai” che nasce proprio per accogliere il turista facendogli gustare
i prodotti tipici.

Che senso ha nel cuore della valle dei templi fare l’ennesimo bar o l’ennesimo punto di
accoglienza e non preoccuparsi di offrire al turista altro, spazi culturali dove si possa ripercorrere la
storia degli artigiani siciliani delle loro creazioni un vero e proprio museo etnoandropologico.

È forse
una richiesta assurda la mia? È forse assurdo volersi confrontare con un ente pubblico mantenuto con i nostri
soldi, volere fare proposte per sviluppare il territorio?

Proprio in un momento di grande gioia in cui
l’ennesima prestigiosissima istituzione ha pensato di encomiare il lavoro fatto da mio padre, sopraggiunge
l’ennesima amarezza di essere “nemo propheta in patria”.

Ricordo infine che l’Ente parco deve perseguire,
“l’identificazione , la conservazione, gli studi e la ricerca, nonchè la valorizzazione dei beni archeologici
ai fini scientifici e culturali”. A tale obiettivo si associa la tutela dei patrimonio storico archeologico
posseduto, la sua valorizzazione a fini didattico-ricreativi, la promozione di politiche di informazione e
sensibilizzazione al fine di suscitare e accrescere, fin dall’età scolastica, la sensibilità del pubblico alla
tutela del patrimonio e dell’ambiente” e non certo quello di propinare bar o ristoranti o paninerie
varie.

Non accetterò passivamente tali scelte scellerate e nei prossimi giorni mi farò promotore di una
conferenza stampa per chiarire meglio i contorni del caso alle istituzioni in oggetto che ringrazio per avermi
sempre espresso solidarietà e condivisione.



Cordiali saluti
Marcello
La Scala





Pensate, in un posto così meraviglioso l’Ente Parco Archeologico di Agrigento
invece di realizzare un museo etnoantropologico e ubriacare i turisti di arte, cultura e tradizioni, vuole
rifocillare gli stessi turisti con la vendita di bibite ,panini e caffè.



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Peppe

Lasciato martedì 27 gennaio 2009 08:26 Mozilla/4.0 (compatible; MSIE 6.0; Windows NT 5.1; GTB5; .NET CLR 1.1.4322)
Dopo aver letto l'articolo di marcello la scala Peppe commenta:

LA SOLITA STORIA

Vivo a Roma da
parecchi anni, con rammarico ascolto le lamente di amici e colleghi che vengono a visitare la nostra città, ma
dopo una visita alla valle vanno via, perchè gli amministratori si rifiutano di investire attività come quelle
del Sig. Marcello, che darebbero motivo di rimanere ancora un giorno per poter gustare anche di
quell'arte ormai sparita. Invidiata dal resto del mondo per la
bellezza della scultura e la vivacità
dei colori, storie che raccontano di amori, eroi della nostra terra. Arte che emoziona visitatori molto di
piu' di un panino. Non mollare Marcello
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© 2010 Raffaele La Scala - Maestro Carradore - Carretto Siciliano Agrigento -
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